Antinfiammatori Lasonil: gel cerotti o compresse

lasonil antinfiammatori

Nella vita di tutti i giorni capita di fare un movimento sbagliato che ci porta dolore, a volte alla schiena, al collo, un mal di denti, un mal di testa o un ciclo mestruale più doloroso del solito.

In questi casi ci viene in soccorso Lasonil, che nelle sue varie versioni, in compresse per essere assunto per via orale, in gel per un massaggio localizzato nel punto dolente o in cerotti su schiena, spalle o collo, dona un benessere velocemente.

Il Lasonil infatti è un antinfiammatorio e antireumatico. Si può quindi usare in maniera localizzata o per via orale.

A cosa serve il Lasonil antinfiammatori

Entrando più nel dettaglio il Lasonil serve per contrastare:

  • Tendinite, comprese quelle al polso e al piede
  • Distorsioni, comprese quelle al ginocchio e alla caviglia
  • Lussazione della spalla
  • Dolori articolari, anche quelli notturni
  • Dolori muscolari, contratture, strappi, distrazioni e stiramenti muscolari. 
  • Dolori mestruali
  • Mal di schiena, colpo della strega e dolore lombare
  • Mal di testa e mal di denti
  • Mialgia 
  • Dolori alle gambe
  • Artrite e artrosi, compresa quella cervicale
  • Reumatismi articolari

Lasonil Gel

Lasonil Gel va usato per il trattamento locale su contusioni, mialgie, distorsioni, torcicollo o strappi muscolari. Agisce velocemente sul dolore e sull’infiammazione.

Utilizzo Lasonil Gel

Lasonil Gel va applicato sulla parte da trattare con un leggero massaggio.
Da evitare l’applicazione su ferite aperte o lesioni della cute. Contiene ibuprofene sale di lisina che agisce per alleviare il dolore e ridurre i sintomi connessi.

Lasonil Cerotti

Lasonil Termico sono delle fasce/cerotti riscaldanti da applicare al bisogno direttamente sulla pelle per trattare contratture e dolori muscolari alla schiena e alle spalle. Vengono usate principalmente per decontrarre le fasce muscolari contratte di schiena, collo e spalle, facendo passare velocemente il dolore.

Utilizzo Lasonil Cerotti

Lasonil Cerotti vanno applicati dal lato adesivo direttamente sulla pelle che deve essere asciutta e pulita. Le fasce si riscaldano gradualmente fino a raggiungere la temperatura massima in 30 minuti.
I cerotti vanno usati di giorno, mai di notte mentre si dorme e per non più di 8 ore consecutive giornaliere.

Il loro potere scaldante è ottenuto grazie all’acqua, al ferro e al carbone attivo in essi contenuti. Il calore consente l’azione antinfiammatoria, cioè di decontrarre i muscoli, migliorare la mobilità e ridurre il dolore velocemente.

Lasonil Compresse

Le compresse di Lasonil sono rivestite con film e svolgono una azione antinfiammatoria e antireumatica. Sono a base di naprossene sodico. 

Utilizzo di Lasonil Compresse

Le compresse sono da 220 mg. Vanno assunte a stomaco pieno per via orale con un bicchiere di acqua.

Indicazioni sull’uso di Lasonil

Per utilizzare al meglio Lasonil, in tutte le sue forme, è sempre bene seguire con attenzione quanto riportato nel foglietto illustrativo o le istruzioni che ci ha fornito il medico o il farmacista.

È opportuno anche, per velocizzare la guarigione, svolgere attività fisica con esercizi specifici per ogni disturbo.

Effetti indesiderati del Lasonil

Tra gli effetti indesiderati tipici dell’uso locale di Lasonil Gel ci sono l’eritema, l’irritazione, il prurito, la sensazione di calore o di bruciore e la dermatite da contatto. È necessario interrompere il trattamento immediatamente in caso di rush cutanei (nei casi più gravi dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica), lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

È sconsigliato l’uso in caso di gravidanza e allattamento e per i minori di 12 anni. 

Come perdere peso velocemente: Esercizio fisico e dieta equilibrata

come dimagrire velocemente

Se sei frustrato dal tuo peso sempre crescente, non perdere la speranza. Il grasso in eccesso può essere facilmente perso se hai un piano di dieta adeguato e ti assicuri di fare abbastanza esercizio su base regolare. Esercizi cardiovascolari come la corsa, il jogging o il nuoto per almeno quindici minuti ogni giorno non soloI benefici dell’esercizio fisico

La salute e il fitness hanno molti benefici per il corpo umano. Questi includono: abbassare le possibilità di sviluppare malattie cardiache, contrarre il diabete, ridurre i livelli di stress e prevenire alcune malattie mortali come il cancro. La salute e i livelli di fitness possono essere migliorati facendo semplici esercizi.

Alcuni degli esercizi più popolari includono camminare, correre, nuotare e andare in bicicletta. Questi sono benefici perché aumentano il flusso di sangue a tutte le parti del corpo, compresi gli organi interni come il fegato e i reni, che a loro volta aumentano la loro capacità di funzionamento.

Quando si intraprende una qualsiasi attività fisica per circa trenta minuti ogni giorno, il tuo corpo rilascia sostanze chimiche note come endorfine.

Le endorfine sono considerate tra i più potenti antidolorifici in natura. Questi ormoni del benessere aiutano a ridurre i livelli di stress e di ansia, e aumentano le sensazioni di felicità e di benessere.

Questi ormoni hanno anche molte altre funzioni importanti tra cui alleviare il dolore, sopprimere l’appetito, migliorare la concentrazione e indurre il sonno.

L’attività fisica ha anche un effetto positivo sulle funzioni cerebrali, e alti livelli di fitness sono collegati a una migliore memoria e a una maggiore chiarezza mentale. Impegnandosi in un regolare esercizio fisico si protegge il cervello dai potenziali danni causati dall’invecchiamento che possono portare al morbo di Alzheimer o alla demenza. Gli esercizi beneficiano anche il sistema nervoso centrale migliorando il tono muscolare, coordinazione, postura, equilibrio e agilità.

L’attività fisica ha anche l’ulteriore vantaggio di aumentare la forza muscolare in tutte le parti del corpo. È importante mantenere un buon tono muscolare per garantire che il cuore funzioni in modo efficiente. L’esercizio regolare può aiutare a bruciare il grasso in eccesso accumulato intorno agli organi vitali come il fegato, i reni, lo stomaco e l’intestino. Questo aiuta a migliorare il generale funzionamento del corpo.

Altri benefici includono: migliorare il flusso di sangue al cervello, rafforzare le ossa, costruire un forte sistema immunitario e aumentare i livelli di circolazione nel sistema cardiovascolare.

Gli esercizi possono anche promuovere il benessere personale aiutandoti a sentirti sicuro del tuo aspetto.

Esercizi fisici da fare in casa o all’aperto per mantenersi in forma.

Per rimanere in forma, è importante fare esercizi fisici regolarmente. Molte persone pensano di dover andare in una palestra o in un centro fitness per tenersi in forma, ma non è sempre così! Ci sono molti tipi di attività che puoi fare a casa o all’aperto per migliorare la tua salute e la tua forma fisica.

Ecco alcuni consigli generali che ti aiuteranno a metterti in forma:

  • Fare esercizio fisico almeno tre o quattro volte alla settimana per almeno 30 minuti.
  • Mangiare cibo sano e nutriente.
  • Evita i cibi spazzatura (malsani) e le bibite
  • Tieni un diario, che ti aiuterà a monitorare i tuoi progressi.

Alcuni esercizi specifici per migliorare la forza, l’equilibrio e la coordinazione sono elencati di seguito:

Squat a peso corporeo: Stare con i piedi alla larghezza delle spalle e mettere le mani sui fianchi. Tenere la schiena dritta e piegare le ginocchia fino a quando le cosce sono parallele al pavimento. Ritornare alla posizione originale

Flessioni: Iniziare in posizione di plank, poi abbassarsi lentamente fino a quando il petto tocca quasi il pavimento. Spingere e poi tornare alla posizione originale.

Queste sono più difficili delle normali flessioni in cui il corpo è sostenuto dalle ginocchia e dalle mani, quindi iniziate con versioni più semplici fino a quando potrete farle senza supporto.

Affondi con peso corporeo: Stare in piedi normalmente e fare un grande passo in avanti con un piede, poi abbassare il corpo fino a quando il ginocchio anteriore tocca quasi il pavimento. Tornate alla posizione originale e ripetete con l’altra gamba

Questi sono impegnativi, quindi iniziate con versioni più facili finché non riuscite a farli senza supporto.

Consigli per dimagrire velocemente

Poiché è noto che la perdita di peso varia a seconda delle diverse persone, anche del proprio tipo di corpo, per evitare di perdere troppo peso e diventare malnutriti, assicuratevi di consumare abbastanza calorie e nutrienti. Ecco alcune altre cose che puoi fare:

  • per mantenere il vostro corpo idratato. Bere un bicchiere d’acqua prima di ogni pasto vi aiuterà anche a controllare il vostro peso perché vi fa sentire meno affamati.
  • Includere cibi ad alto contenuto di fibre nella tua dieta: Cibi ad alto contenuto di fibre come lenticchie, broccoli e fagioli neri sono buone opzioni per perdere peso velocemente. Ti fanno sentire pieno per periodi di tempo più lunghi.Fai una lista dei cibi che desideri di più e compra solo quelli, in modo da non comprare altri cibi altamente calorici quando vai a fare la spesa.
  • Misurate regolarmente il vostro peso per vedere se ci sono dei cambiamenti.
  • Pianifica pasti sani in anticipo. Assicurati di avere sempre un pasto sano pronto da mangiare.

Secondo gli esperti, il segreto per perdere peso è mangiare – ma questa è solo metà della verità. Infatti avrete bisogno anche di integratori! Gli integratori alimentari giusti per una dieta per perdere peso non sono gli stessi per tutti. Dipende da diversi fattori, come l’età e il livello di attività fisica.

Questo post ti mostrerà come puoi scoprire che tipo di integratori sono migliori per te, in modo da poter iniziare una buona dieta per perdere peso.

In generale sono gli integratori e non il cibo che ti aiutano a perdere peso velocemente. Ecco perché si chiamano “integratori alimentari”. Gli integratori aiutano il tuo corpo a utilizzare il grasso convertendolo in energia. Ci sono molti tipi e marche diverse di integratori, ma funzionano tutti in modo simile.

Funziona così: il tuo corpo scompone i carboidrati in glucosio. Il glucosio è la fonte di energia di base per il tuo corpo, che viene utilizzato per alimentare la maggior parte delle sue attività come muoversi o pensare. Ma se mangi troppi carboidrati – e non abbastanza proteine e grassi – avrai un sacco di glucosio extra nel tuo corpo che le tue cellule non possono usare.

Il glucosio extra si accumula nel flusso sanguigno e viene immagazzinato come grasso. Se si vuole perdere peso, è necessario sbarazzarsi di quel glucosio in più e il modo migliore è quello di prendere un integratore alimentare.

In conclusione

Quando cerchi di perdere peso, non fare affidamento solo sulla tua forza di volontà. Adotta una dieta sana e prova diversi tipi di esercizi fisici – corsa, jogging, aerobica o arti marziali possono essere ottimi modi per mantenere il tuo corpo in forma e aiutarti a perdere i chili in eccesso. Assicurati di bere abbastanza acqua e di includere un’alta percentuale di fibre nella dieta per sentirsi sazi più a lungo.

Perchè le fibre fanno bene?

perchè le fibre fanno bene

È risaputo che le fibre sono l’alimento ideale per regolarizzare l’intestino e per sgonfiare la pancia, ma perché le fibre fanno bene? Partiamo con la seguente affermazione: la fibra alimentare deriva da resti di cellule vegetali che si possono ingerire che sono però inalterabili da parte degli enzimi digestivi del corpo umano e quindi resistenti all’assorbimento. 

Da qui è già facilmente comprensibile la sua natura benefica nei confronti del nostro intestino. In questa guida oltre a dire cosa sono e perché fanno bene, parleremo dei diversi tipi di fibre e le sue principali funzioni. 

Cos’è la fibra alimentare 

Per fibra alimentare si intendono dei composti di origine vegetale, resistenti sia agli enzimi digestivi che all’assorbimento e che non subiscono alcuna alterazione.

Questi composti possono essere fermentati dalla flora batterica che si trova nel colon e possono quindi produrre anidride carbonica, metano, acqua e altri acidi volatili. 

I tipi di fibra 

Con fibra alimentare parliamo principalmente di due categorie:

  • La fibra solubile, che può fermentare, formando un composto gelatinoso nell’intestino, capace di aumentare la viscositàdi ciò che contiene. Questo processo causa una diminuzione di velocità dello svuotamento dell’intestino. Queste proprietà però interferisconocon l’assorbimento sia dei glucidi che dei lipidi. Questa male assorbimento è però capace di ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, facendo così diminuire anche la percentuale di rischio di malattie cardiovascolari. 
  • La fibra insolubile, che invece non è fermentabile,assorbe importanti quantità d’acqua aiutando l’intestino a lavorare meglio. Questo processo aumenta la rapidità di passaggio nell’intestino e, di conseguenza, diminuisce l’assorbimento delle sostanze nutrienti. Da qui si intuisce come mai la fibra solubile svolga un’azione costipante piuttosto che lassativa. 

Per semplificare ancora possiamo dire che le fibre solubili hanno il ruolo fondamentale di controllo della glicemia e della colestrolemia, mentre le altre, quelle insolubili, lavorano per meglio regolare le funzioni dell’intestino

Quindi, ingerire attraverso la dieta un giusto quantitativo di fibre può aiutare a prevenire dislipidemie lievi, stitichezza, sovrappeso, diverticoli del colon o il diabete, la malattia coronarica, l’obesità, l’aterosclerosi e la calcolosi della cistifellea, i tumori maligni dell’intestino, malattie dismetaboliche. 

Inoltre le fibre svolgono un ruolo di protezione verso il cancro del colon-retto poiché, come abbiamo già detto, la fibra insolubile fa aumentare la celerità di passaggio nell’intestino, diminuendo anche tempi di adiacenza con la mucosa intestinale e la concentrazione di sostanze potenzialmente tossiche; la fibra solubile diminuisce il pH dell’intestino, limitando così l’azione di microrganismi che potrebbero essere dannosi, favorendo invece la contatto con quelli benefici, così da ridurre la presenza di sostanze tossiche;

Quali sono le funzioni della fibra

La fibra previene alcune forme tumorali a carico di retto e colon grazie al fatto che l’acqua trattenuta diluisce le sostanze tossiche presenti nell’intestino, inoltre il transito più veloce, diminuisce il tempo di contatto tra le tossine e la parete intestinale. Tra le funzioni principali, le fibre aumentano il senso di sazietà, interferiscono con l’assorbimento di zuccheri e grassi e diminuiscono la risposta insulinica.

Gli alimenti con maggiore quantità di fibre 

Tra gli alimenti, quelli con una maggiore quantità di fibre sono:

  • Frutta secca (in particolare le mandorle)
  • Legumi (maggior quantità di fibra solubile),
  • Carciofi, 
  • Farine, come quella integrali e di avena,
  • Broccoli,
  • Cereali (maggior quantità di fibra non solubile),
  • Frutta (maggior quantità di fibra solubile).

Troppa fibra: fa bene o male? 

Assumere fibra attraverso gli alimenti in maniera esagerata in alcuni casi può essere particolarmente dannoso. Infatti, troppa fibra può portare ad un aumento eccessivo di acido fitico, che è quella sostanza che intralcia l’assorbimento di minerali quali il ferro, il calcio, lo zinco e il selenio.

Durante la raffinazione del chicco, la parte esterna viene eliminata. Solitamente è questa la parte che è maggiormente a contatto con le sostanze chimiche che più si utilizzano durante la coltivazione. Infatti, è sempre bene essere coscienti della provenienza del prodotto e del tipo di trattamento eseguito su esso, così da essere sicuri di ingerire solo sostanze che non arrecano alcun danno al corpo.

Uno degli integratori alimentari a base di fibre più richiesto è il Fibraid.

E voi? Cosa aspettate ad assumere più fibra nella vostra dieta. 

Stomatite nei bambini: sintomi, cause e cure

stomatite nei bambini

Coinvolge le mucose della bocca (colpendo quindi palato, gengive, labbra, lingua…), presenta vescicole dolorose, probabile comparsa di afte, provoca un aumento della secrezione della salica, l’ingrossamento dei linfonodi, nonché un rialzamento febbrile.
Stiamo parlando della stomatite, ovvero di un’infezione acuta dolorosa, quanto fastidiosa, soprattutto durante la masticazione. Se poi parliamo della stomatite nei bambini, non c’è genitore che tenga. Nelle prossime scopriremo a riconoscerla nelle sue varie forme e come curarla.

Stomatite nei bambini: le forme più comuni

Ulcerosa, catarrale, stomatite aftosa, da antibiotici, erpetica… L’infiammazione acuta in questione può manifestarsi in più forme, a volte difficili da riconoscere. A tal proposito, ecco cosa dice la dottoressa Susanna Esposito:
Vi sono infatti gengivo-stomatiti – che possono essere causate da molteplici virus, tipo l’adenovirus o l’enterovirus – che si manifestano con mal di gola, bollicine e talvolta lieve rialzo febbrile, non superiore a 38°; abitualmente più seria è, invece, la stomatite erpetica, che è provocata dal virus dell’herpes simplex di tipo 1.

Stomatite erpetica bambini: i sintomi

L’ingrossamento dei linfonodi, l’aumento della salivazione, la comparsa di febbre (anche al di sopra dei 39°), delle vescicole a grappolo in più punti del cavo orale, come sulla mucosa delle guance, sulla lingua, sulle gengive, sul labbro sono tra i disturbi più frequenti per chi contrae la stomatite erpetica per la prima volta, e che provocano non poco dolore al bambino. Si tratta di un’infezione primaria molto debilitante.

Una volta contratta, il virus dell’herpes si “cristallizza” nei gangli nervosi, per poi riattivarsi in alcuni soggetti predisposti. Potrebbe bastare l’esposizione ai raggi UV, o un periodo di calo di difese immunitarie o ancora di stress emotivo, e la stomatite è (ri)servita (pur se in forma meno invasiva)!

La Dott.essa Esposito aggiunge: “Nelle riattivazioni però dà origine a disturbi molto più lievi, limitati alla comparsa di afte nel cavo orale o, nei più grandicelli, di vescicole sul labbro (l’herpes labiale).”


Stomatite nei bambini: come si trasmette?

Dietro l’insorgere di tale infezione vi possono essere più cause, quali l’actinomicosi orale, la gengivite acuta, herpes simplex, carenza di ferro, immunodeficienza e chi più ne ha, più ne metta.

Nello specifico, la stomatite nei bambini (ma questo vale anche per i più grandi) si trasmette attraverso goccioline di salive o per via respiratoria, sia per contatto diretto che indiretto con il piccino portatore di virus.

Onde evitare contagi con altri membri della famiglia, è infatti consigliabile non usare le stesse tovaglie o asciugamani e prestare più attenzione all’igiene del bambino o del neonato.
E a proposito di attenzione, osserva bene il tuo bambino in questa fase. Ad esempio, evita di fargli succhiare il dito magari nel tentativo di alleviare il dolore alla bocca. Tale gesto potrebbe portare alla diffusione di ulteriori vescicole sul volto, sul collo, sul torace ed altre parti del corpo.

Stomatite nei bambini: come si cura?

In linea generale, le gengivo-stomatiti non necessitano di particolari trattamento, dal momento che svaniscono “spontaneamente”. Tuttavia, Susanna Esposito consiglia: “Solo se si tratta di una stomatite erpetica primaria e il bambino appare molto abbattuto, con numerose vescicole e difficoltà ad alimentarsi, può risultare utile una terapia antivirale con aciclovir da somministrare per bocca o per via endovenosa, che riduce l’intensità e la durata della sintomatologia.

È bene iniziare la terapia antivirale entro 48 ore dalla comparsa dell’infezione e continuarla per 5 giorni. Al contempo, tieni a mente che si tratta di una terapia valida solo in caso di stomatite primaria, e non nelle recidive, e fa il suo effetto se l’infezione stessa è causata dall’herpes simplex (e non da altri virus). Per le altre forme di stomatite o per le recidive, l’esperta suggerisce di: applicare localmente delle pomate a base di aloe vera, che hanno un effetto antidolorifico locale, e somministrare cibi freschi in forma semiliquida.

N.B. Non vi è una durata standard di incubazione per questa malattia. Può variare da 2 a 12 giorni e il bambino essere contagioso da 2 giorni prima della comparsa delle prime vescicole fino alla loro completa guarigione. Si raccomanda di farlo rientrare a contatto con il “mondo” solo dopo la totale scomparsa delle bollicine.

Cosa fare se il bambino non vuole mangiare?

Quando il piccino contrae la stomatite, una delle preoccupazioni che mette in allarme tutte le mamme è: cosa faccio se non mangia? A tale quesito risponde nuovamente la Dott.essa Esposito:
Anche se il bambino si nutre poco per una decina di giorni non ci si deve preoccupare, ed è inutile forzarlo a mangiare, perché per lui il passaggio del cibo in bocca, specie se caldo, è molto doloroso.

Nella fase più critica, come suggerisce la stessa esperta, puoi provare ad offrirgli del latte, yogurt, gelato, in altre parole qualcosa di freddo. Tuttavia la cosa più importante è farlo bere, onde evitare la disidratazione. Quindi, ben vengano succhi di frutta, acqua o bevande zuccherate. Man mano che le fastidiose vesciche iniziano a guarire, prosegui con cibi semiliquidi, facili da ingoiare.

Stomatite bambini: quanto dura?

Quantificare con esattezza la durata di questa malattia non è propriamente fattibile. In linea generale, la guarigione della stomatite erpetica avviene dopo circa 15-20 giorni (la fase peggiore dura 3-4 giorni ed entro 7 giorni massimo febbre e lesioni iniziano a svanire).
Quando la malattia si presenta in altre forme, la febbre dura non più 4 giorni e la guarigione completa avviene anche in meno di 10 giorni.

Per quanto debilitante sia, la stomatite non costituisce di per se un pericolo per il tuo piccino. Una volta passate le fastidiose bollicine, inizierà a mangiare normalmente e a recuperare le forze, tornando così il bambino di sempre.

Punture zanzare nei bambini: rimedi e migliori prodotti in farmacia

punture zanzare rimedi

In estate uno dei problemi principali sono le punture di zanzara. Le alte temperature, i ristagni d’acqua e le ampie porzioni di pelle scoperta sono il mix perfetto per far proliferare e festeggiare le zanzare.

Il problema è raddoppiato per chi ha bambini piccoli. Se le punture sono fastidiose per gli adulti lo sono ancora di più per i piccoli, per i genitori per punture di zanzara sui bambini sono fonte di grande preoccupazione, per svariati motivi, sia per gli effetti di eventuali infezioni che per il pericolo che il bimbo si gratti oltre alla difficoltà di prevenirle evitando creme e simili che potrebbero non essere indicate per i neonati e bambini.

Come difendere i bambini dalle zanzare

Fortunatamente non siamo impotenti, esistono una serie di rimedi naturali e non contro le zanzare, anche quando fate addormentare i vostri bambini.

Il primo, e più intuitivo, metodo antizanzare è quello di tenerle lontane dal nostro piccolo. Innanzitutto stando lontano dai luoghi all’aperto con ristagni di acqua vicino, oppure, cercate di evitare che si formino nei vasi delle piante laghetti che sono l’habitat preferito per le zanzare in casa.

Strumento importante sono le zanzariere, installatele sulle finestre, ne esistono sia di fisse che di portabili. Se invece non volete o non potete installarle sulle finestre potete acquistare una zanzariera per culla o passeggino, ne esistono di diversi tipi e a diversi prezzi, e molti passeggini o lettini sono predisposti all’istallazione di zanzariere per neonati sulla loro struttura, queste sono molto utili perché permettono di proteggere il vostro piccolo anche quando è all’aria aperta e non solo tra le quattro mura della casa.

Oltre a questi rimedi che potremmo chiamare meccanici, ci sono una serie di rimedi naturali contro le zanzare. Il primo è avere in casa piante di gerani, oltre ad abbellire casa vostra, questi fiori emettono un odore che un repellente naturale per le zanzare. Molto utili sono anche i prodotti con citronella.

Per passare a prodotti non naturali, il più comune repellente antizanzara è la classica piastrina elettrica o la spirale a base di piretrina. Queste hanno il pregio di essere tra i metodi più efficaci ma vanno usati solo ed esclusivamente all’aperto o in locali molto ben aerati, quindi potrebbero non essere l’ideale per la cameretta del vostro bambino.

Pomate e creme antizanzara

Oltre ai repellenti ambientali, esistono sul mercato una gran messe di creme e pomate da applicare sulla pelle. Se queste sono indicate per gli adulti, con i bambini la questione è differente.

Le pomate repellenti andrebbero usate con molta parsimonia sui bambini, anzi andrebbero evitate il pù possibile. Anche quelle a base di prodotti naturali come la lavanda o il geranio, sono sconsigliate. L’unico uso accettato è quello saltuario e limitato, ad esempio se dobbiamo andare a cena fuori all’aperto o in un parco, in quel caso i benefici superano i danni ma l’importate e non eccedere con le dosi. A tal proposito è bene consultare un esperto in farmacia o sanitaria, saprà indicarvi una pomata antizanzara per bambini.

In ogni modo è bene evitare sempre e comunque di spalmare della crema sulle mani del neonato, la tentazione di mettersi le mani in bocca potrebbe portarlo ad ingerire un po’ di crema e gli effetti potrebbero essere spiacevoli.

Cosa fare dopo la puntura di zanzara

Se le zanzare riescono a oltrepassare le difese e a pungere il nostro piccolo non abbiamo di che preoccuparci.

Le punture di zanzare sono innocue sui bambini come sugli adulti, probabilmente il nostro piccolo neanche se ne accorgerà ma qualora dovesse avere fastidio o prurito è bene applicare solo sulla zona punta un poco di crema idratante o lenitiva che potete trovare nella sezione anti zanzare e dopo puntura dello shop FarmaciaSavorani.

Se in vece il fastidio è ancora maggiore si può valutare qualche prodotto antistaminico, tra quelli adatti a bambini, in modo da prevenire anche le piccole infezioni che spesso le punture (e il grattarsi) portano con sé. Assolutamente da evitare, a meno di uno specifico consiglio medico, le creme a base di cortisone, troppo potenti sia per il bambino che per la puntura di zanzara.

A parte infezioni, unico caso in cui vale la pena di contattare un pediatra è nell’ipotesi di punture sulle labbra o sull’occhio, anche in questo caso non c’è da allarmarsi ma il medico potrà indicarvi il giusto prodotto da applicare sulla puntura in modo da evitare ogni fastidio.

Godetevi l’estate e non preoccupatevi

In sintesi le punture di zanzare per i bambini, così come per gli adulti, sono tra le cose più fastidiose che esistono. Ma spesso si limitano al fastidio, non sono pericolose e quindi non sono un valido motivo per rovinare l’estate e la vacanza a voi o al vostro piccolo, quindi seguite questi piccoli accorgimenti e godetevi l’estate!

Come lavare i denti ai bambini

come lavare i denti bambini

I bambini non amano lavarsi i denti. A volte farglielo fare può risultare una vera e propria impresa da titani perché in generale i bimbi, soprattutto i più piccoli, sono alquanto restii all’igiene orale. Noia e fastidio per il sapore del dentifricio e/o del collutorio solitamente hanno il sopravvento.

Spesso i genitori, pensando che tutto sommato si tratta dei denti da latte che sono comunque destinati a cadere, cedono davanti al rifiuto del piccolo di lavarsi i denti. I motivi per cui questo modo di fare non è corretto sono due, entrambi di grande importanza:

  1. I denti da latte cariati possono causare problemi anche molto seri alle radici dei denti definitivi;
  2. In secondo luogo, lasciare che un bambino trascuri la sua igiene orale significa non educarlo correttamente alla sana e corretta abitudine di lavarli dopo ogni pasto, facendo passare così il messaggio che questa abitudine non è di grande importanza e che si tratta di qualcosa di superfluo.

Ma allora come lavare i denti ai bambini senza farli annoiare?

Considera l’età del tuo bambino

Chiaramente è importante considerare l’età del bambino e il suo grado di autonomia. Infatti, se si tratta di un bimbo piccolo, ovvero al di sotto dell’anno di età, e ti trovi quindi in presenza dei primi dentini che spuntano timidamente dalle gengive, puoi tu stessa intervenire con una garza inumidita.

In questa prima fase basterà strofinare leggermente i dentini e solo successivamente, quando i denti da latte saranno usciti del tutto, potrai iniziare ad usare uno spazzolino, in commercio ve ne sono ad hoc per i più piccoli, ed il dentifricio.

Lavare i denti ai bambini: il dentifricio

Nella delicata operazione del lavare i denti ai bambini, anche il dentifricio svolge un’importante parte. Vi sono bimbi che non sopportano il sapore della menta, a volte un po’ troppo forte, in bocca. In questo caso è preferibile acquistare prodotti specificamente formulati per i bambini, quali ad esempio quelli che hanno un gradevole sapore di fragola.

Ricorda che anche l’occhio vuole la sua parte. Spesso, infatti, i piccoli sono invogliati ad usare un prodotto piuttosto che un altro in base al packaging, ovvero al modo in cui si presentano. Allora la scelta di un dentifricio che raffigura i personaggi dei cartoni animati amati può certamente invogliare i più piccoli ad usarlo, stessa cosa vale anche per lo spazzolino.

La scelta di quest’ultimo è molto importante perché dovrà essere fatto ad hoc per i bambini ed essere privo di setole troppo dure che possano graffiare o irritare le gengive delicate del cucciolo.

Se il bimbo è ancora restio o spaventato dalle procedure di pulizia dei denti, prova a farlo diventare un gioco e coinvolgilo insegnandogli come si fa. Questo potrebbe spingerlo e invogliarlo ad agire autonomamente in futuro.

Eruzione dei denti da latte

Ti ricordiamo che l’eruzione dei denti da latte, che sono in tutto 20, avviene quando il bimbo ha circa 6-8 mesi e termina in generale quando ha compiuto i 2 anni e mezzo. Non si tratta di date stabilite e ben precise ma soltanto di indicazioni generali suscettibili di variazioni in base allo sviluppo del piccolo. Non è infatti impossibile che il primo dente possa spuntare ad un anno e l’ultimo giungere a tre anni.

Ecco il calendario della dentizione decidua dei bambini:

  • Incisivi centrali inferiori: 3-6 mesi
  • Incisivi centrali superiori: 5-7 mesi
  • Incisivi laterali superiori e inferiori: 6-12 mesi
  • Primi molari: 12-18 mesi
  • Canini: 18-24 mesi
  • Secondi molari: 24-30 mesi

Insegnare ai bimbi a prendersi cura della propria persona è molto importante, prima si inizia a farlo e prima impareranno a farlo autonomamente.

Qui puoi trovare tutto quello che ti serve per l’igiene dei bambini.

Dentizione nei bambini: sintomi disturbi e rimedi

dentizione nei bambini

Alcuni sintomi diffusi tra i bambini, come la diarrea e la febbre, un’abbondante salivazione o il dolore, vengono spesso attribuiti dalle mamme alla dentizione del bambino. Ma è sempre così? Sono sempre i denti ad essere la causa scatenante di questi disturbi?

Eruzione dei denti da latte

L’eruzione dei denti da latte, che sono in tutto 20 a differenza dei 32 permanenti, inizia quando il bambino ha circa 6-8 mesi e finisce in generale quando ha 2 anni e mezzo. È ovvio che non si tratta di date ben precise ma soltanto di una indicazione di massima che cambia comunque da bambino a bambino. Non è infatti strano che il primo dente possa spuntare quando il pupo ha un anno e l’ultimo sopraggiungere a ridosso dei tre anni.

Ecco per farvi un’idea generale il calendario della dentizione decidua dei bambini:

  • Incisivi centrali inferiori: 3-6 mesi
  • Incisivi centrali superiori: 5-7 mesi
  • Incisivi laterali superiori e inferiori: 6-12 mesi
  • Primi molari: 12-18 mesi
  • Canini: 18-24 mesi
  • Secondi molari: 24-30 mesi

Dolore o fastidio, cosa provano i bambini?

Si è portati a pensare che i bambini quando iniziano a mettere i denti sentano dolore e che spesso piangano per questo. Fermiamoci un attimo a riflettere: hai provato dolore nel momento in cui ti sono spuntati i denti definitivi? No! Vero? Il motivo è semplice. In base alle evidenze scientifiche è dimostrato che l’eruzione dentale non causa dolore, ma tutt’al più nei bambini, può generare un senso di fastidio dovuto al fatto che qualcosa “di nuovo” sta avvenendo dentro la sua bocca.

A creare più disturbo, inoltre, possono essere i primi incisivi, che per l’appunto rappresentano la novità, e i molari che tra i dentini sono sicuramente i più grossi.

Dentizione nei bambini:è possibile alleviare questo fastidio?

Dentizione nei bambini: sintomi disturbi e rimedi

Esistono in commercio dei giocattoli prodotti con materiali atossici che danno sollievo al bambino nel periodo della dentizione. Realizzati in gomma, hanno al loro interno un liquido refrigerante che anestetizza la parte interessata. Questi giochi, che vanno tenuti in frigo o in freezer prima di essere dati al pupo, vengono mordicchiati dal piccolo procurandogli una sensazione di benessere.

Altri infallibili rimedi sono sicuramente le tante coccole… con quelle si guarisce da molte cose, e i massaggi alle gengive che puoi fargli tu stessa con il dito facendolo sentire al contempo assistito e coccolato.

Il fastidio può tenere sveglio il bambino di notte?

Sembra improbabile che il tuo bambino possa svegliarsi perché sente dolore ai denti, in realtà è più probabile che, svegliatosi per motivi che non hanno nulla a che fare con la dentizione, abbia problemi a riprendere sonno per il fastidio che prova alle gengive. In questo caso l’unica cosa che puoi fare e cullarlo fino a quando non riprende a dormire regolarmente.

Qui trovi i migliori dentifrici per bambini da acquistare direttamente nella nostra farmacia online.

Cartilagine al ginocchio consumata o mancante: Cosa fare e rimedi

cartilagine ginocchio consumata o mancante

Il ginocchio è formato da due articolazioni, la prima è quella che unisce il femore e la tibia, il secondo è quello che unisce la rotula e il femore. Tra queste due è presente uno strato di cartilagine che permette di evitare il contatto diretto tra di esse.

Le ginocchia sono davvero una componente molto importante del corpo umano, anche se molti danno per scontata la salvaguardia di queste.

La cartilagine contenuta nelle ginocchia si deteriora nel tempo, andando a consumarsi creando dolori e problematiche. 

A cosa serve la cartilagine delle ginocchia e perché è importante?

Le ginocchia non sono formate solo da ossa, ma anche da muscoli, tendini, legamenti e cartilagine. Quest’ultima ha un ruolo fondamentale nell’attuare i movimenti senza frizione e dolore.

La cartilagine permette di migliorare la distribuzione del proprio peso corporeo e di ridurre l’attrito di poter ammortizzare i colpi. L’eventuale deterioramento della cartilagine comporta diversi problemi alla normale qualità della vita.

Prevenire questa problematica è il primo passo per garantire la salute necessaria alle proprie articolazioni, per far questo è bene agire in modo tempestivo ai primi sintomi e assumere degli integratori che hanno lo scopo di rendere più forte il tessuto connettivo e ricostruirlo in caso di lezione iniziale.

Lesione alla cartilagine delle ginocchia: quando questa è consumata o mancante

Il processo di consumazione della cartilagine delle ginocchia è degenerativo, significa che si tramuta in gonartrosi, una patologia molto dolorosa e grave per la propria salute.
Questa causa differenti problematiche, come l’indebolimento muscolare, oppure una vera e propria lacerazione dei legamenti, e se non viene risolta in tempo, è indispensabile agire in modo chirurgico sostituendo l’articolazione con la protesi.

Quali sono i sintomi che si avvertono nel caso di lesione alla cartilagine delle ginocchia?

Quando inizia il processo degenerativo della cartilagine alle ginocchia i sintomi possono essere differenti, ma sicuramente il principale è il dolore che si può presentare dopo uno sforzo oppure un tempo di riposo.

Nel caso in cui si dovessero avvertire i primi sintomi occorre procedere in modo tempestivo onde evitare la comparsa di gonfiore nella zona ed una notevole rigidità articolare accompagnata da un versamento nell’articolazione.
Le cause che portano alla lesione della cartilagine sono sicuramente l’avanzare dell’età e traumi di ogni entità.


Cosa fare e quali sono i rimedi nel caso di lesione alla cartilagine delle ginocchia

Nel caso di sintomi iniziali della lesione alla cartilagine delle ginocchia, è bene sentire il parere del medico o dello specialista che valuterà caso per caso. Un buon integratore per contrastare questo problema è sicuramente il
Rubax Articolazioni, si tratta di una soluzione perfetta per prevenire la consumazione della cartilagine delle ginocchia, poiché possiede al suo interno una serie di componenti naturali, e oltre venti minerali e vitamine, che favoriscono la formazione del tessuto cartilagineo.

Assumere un integratore per migliorare la salute delle proprie ginocchia è un passo fondamentale per arginare il problema ed evitare che si possano formare lesioni o mancanze di cartilagine che comporterebbero patologie più gravi.

Candida vaginale: sintomi, cause e cura

candida sintomi cause e cure

La candida vaginale è un’infezione che colpisce moltissime donne a livello dell’apparato genitale. Si tratta di un fungo, chiamato Candida Albicans.

Questo disturbo crea dei sintomi molto specifici è attualmente può essere trattato con dei rimedi molto validi che possono risolvere il problema in pochissimo tempo, senza ulteriori complicazioni. Andiamo a scoprire tutto quello che c’è da sapere su questa particolare tematica!

I sintomi della candida vaginale

Ci sono alcuni sintomi specifici che ti dovrebbero essere un campanello d’allarme della candida nella donna. L’infezione, infatti, ha come sintomi principali dolori e pruriti generalizzati nella zona della vulva, specialmente durante il periodo delle mestruazioni e durante un rapporto sessuale, in cui si avranno dei fastidi particolarmente debilitanti. Anche durante la minzione si avvertirà la sensazione che qualcuno ti stesse pungendo ripetutamente.

Sono anche molto comuni gli arrossamenti della zona e la perdita di liquido biancastro molto simile alla secrezioni vaginali tipiche del periodo dell’ovulazione. Potrebbero inoltre presentarsi le ragadi vaginali, cioè delle piccole lesioni che apparentemente sono molto simili a dei tagli.

Le cause della candida vaginale

Le cause della candidosi sono diverse: essa può presentarsi a tutte le età della donna e non è unicamente connessa alla diffusione tramite un rapporto sessuale, nonostante sono molti a pensare che questa sia la sola causa.

Essa può essere dovuta ad una cattiva igiene personale, effettuata con detergenti di cattiva qualità contenenti additivi chimici che vanno a danneggiare la flora batterica della vagina. La candida può essere anche la conseguenza dell’uso di asciugamani non personali, dunque tramite un contatto indiretti con una persona infetta.

Anche chi soffre di diabete può essere maggiormente soggetto all’insorgenza della candida, in quanto questo va a creare un ambiente con una quantità di glucosio tale da permettere l’annidamento di virus, batteri e funghi, i quali ricavano nutrimento proprio da esso.

La cura della candida vaginale

I rimedi che abbiamo a disposizione per poter combattere la cndida vulvare sono diversi e si possono trovare direttamente in farmacia. Si parte con la terapia utilizzando dei farmaci antimicotici, i quali vanno a combattere direttamente il fungo alla causa di questo disturbo.

Questi possono essere assunti per via topica, dunque con una crema da utilizzare nell’orefizio della vulva, in compressa per uso vaginale, oppure con delle compresse che vanno assunte per via orale. Ognuna di queste è indicata per il trattamento della candida, dunque si può acquistare quella che maggiormente si preferisce come modalità d’uso.

Un effetto collaterale molto comune degli antimicotici ad uso topico vulvare è bruciore e irritazione locale, mentre per quanto riguarda quelli ad uso orale si potrebbe avvertire nausea, dolore localizzato alla regione dell’addome, ma anche flatulenza e disturbi gastrici.

Durante l’assunzione di questa tipologia di farmaci occorre sempre mantenere un’igiene personale corretta, messa in atto grazie all’uso di detergenti intimi specifici che non vadano ad alterare il pH della vagina e soprattutto di ottima qualità.In questo caso è un bene evitare i detergenti del supermercato, ma piuttosto preferire dei prodotti di origine naturale.

Dopo aver lavato i genitali bisogna avere l’accortezza di asciugarli perfettamente in quanto l’acqua potrebbe creare un terreno fertile per ulteriori batteri.Mentre si stanno utilizzando i farmaci contro la candida, sarebbe preferibile astenersi completamente dall’attività sessuale, in quanto eventuali batteri annidati nell’organo genitale maschile potrebbero essere d’intralcio per la barriera protettiva della vulva.

Talvolta si potrebbe anche avvertire del dolore intenso durante il rapporto ed è anche questo uno dei motivi per cui astenersi dall’attività sessuale è fortemente indicato.

Nel caso in cui la problematica dovesse evolversi e continuare ad essere di disturbo per la donna, è sempre consigliabile consultare un ginecologo oppure parlarne con il proprio medico di famiglia.

Differenza tra ragadi ed emorroidi

differenza tra ragadi ed emorroidi

Se senti dolori acuti e prurito anale, se hai perdite di sangue e infiammazione, devi sapere che questi sono alcuni dei sintomi iniziali di emorroidi e ragadi. Però, visto che l’evoluzione delle due patologie è diversa, sono necessarie analisi per capire se si soffre di ragadi o emorroidi, così da poter attuare trattamenti specifici.

Emorroidi e ragadi anali: cosa sono e in cosa si differenziano

Le emorroidi interessano le strutture venose di sostegno del canale ano-rettale. Fanno parte dell’anatomia umana e possono essere considerate come dei morbidi cuscinetti di tessuto che favoriscono l’evacuazione e il mantenimento della continenza.

In condizioni normali la loro presenza non viene avvertita. Una possibile infiammazione causa lo scivolamento verso il basso delle vene emorroidali, al di fuori della loro sede, provocando fastidio e dolore. La malattia può interessare tanto le vene interne che quelle esterne.

Le ragadi anali, invece, sono piccole lesioni del canale o della bocca dell’ano causate da un’eccessiva dilatazione durante il passaggio delle feci voluminose e dure. Il disturbo comporta disagio e diventa particolarmente irritante e doloroso con la defecazione.

Le due malattie hanno in comune solo la sintomatologia:

– dolore

– prurito

– piccole perdite di sangue

– sensazione di disagio.

Quali sono le cause delle emorroidi e delle ragadi anali: differenze e punti in comune

L’infiammazione emorroidale può avere carattere ereditario, dipendere da abitudini alimentari errate, da un’eccessiva sedentarietà, dalla gravidanza o da sforzi eccessivi.

Le ragadi anali sono il risultato di una scarsa igiene personale, di una stitichezza cronica e di un’eccessiva diarrea dovuta all’abuso di lassativi o da patologie che interessano l’apparato gastrointestinale.

Se non adeguatamente trattate, le due patologie possono comportare il danneggiamento della muscolatura con episodi di incontinenza fecale.

Come trattare le emorroidi e le ragadi anali?

Puoi trattare le ragadi anali e le emorroidi ai primi stadi con un semplice cambio di dieta, prediligendo alimenti ricchi di fibre, frutta e verdura di stagione, bevendo almeno due litri di acqua al giorno, evitando gli alcolici, i cibi fritti, le salse piccanti, il caffè, le bevande gassate e non mescolando diversi gruppi alimentari che affaticano la digestione.

Gli integratori alimentari di probiotici possono aiutarti a regolarizzare l’attività intestinale, riducendo i casi di diarrea o di stipsi.A tal proposito, prova Imoflora. Le compresse masticabili contengono un miliardo di probiotici BB-12, utili per favorire l’equilibrio della flora intestinale alterata da disordini alimentari, stress psicofisico o terapie antibiotiche.

In alternativa puoi optare per i prodotti Enterogermina. L’ampia linea comprende: Enterogermina 6 Miliardi che ripristina la flora intestinale trattando diarrea e dolore addominale. Enterog Antidiarroico è la soluzione ideale in caso di diarrea acuta. Enterogermina Intestino Pigro è un integratore alimentare a base di Ippocastano, Ibisco, Psillio, Opuntia che favorisce il transito intestinale e l’equilibrio della flora batterica.

Trattamenti specifici contro le ragadi e le emorroidi

Per evitare il progredire di entrambe le patologie, mantieni l”area rettale sempre ben pulita, evitando prodotti per l’igiene intima troppo aggressivi.

Per prevenire i danni e le recidive, è inoltre opportuno evitare la sedentarietà, alternando al lavoro l’attività sportiva o una semplice camminata all’aria aperta di almeno 30 minuti al giorno a passo moderato.

Qualora l’alimentazione, l’uso di integratori di fermenti lattici e un corretto stile di vita non dovessero sortire gli effetti desiderati, puoi optare per dei prodotti specifici.

Le creme ad uso locale a base di Fluocinolone acetonide riducono le infiammazioni.Le emulsioni con Chetocaina cloridrato (un anestetico locale) contribuiscono a ridurre la sensibilità nella zona in cui vengono applicate e quindi il dolore. Le emorroidi al terzo e al quarto stadio richiedono invece l’intervento chirurgico, che si rivela l’unica soluzione possibile.

Puoi trattare le ragadi con bagni tiepidi e pomate anestetiche. Queste ultime ad uso locale consentono di controllare il dolore e a favorire l’allentamento dello sfintere anale interno.

Se l’approccio soft non dovesse essere risolutivo, affidati anche in questo caso alla chirurgia, con la parziale resezione dello sfintere anale interno.

L’anuloplastica, invece, consiste nel riporto in loco di lembi di pelle prelevati da altre parti del corpo per coprire l’area lesionata. Gli interventi per le ragadi anali e le emorroidi sono di semplice e veloce esecuzione e non richiedono lunghe degenze.