A cura del dott. Lorenzo Favilli
Con l’arrivo di aprile aumentano i casi di allergia stagionale (o pollinosi), dovuta alla presenza nell’aria di grandi quantità di pollini e allergeni. In questo periodo si concentrano soprattutto graminacee, betulla, parietaria e, più avanti, oleacee come ulivo e frassino.
Molte persone confondono i sintomi con un normale raffreddore, ma le differenze sono nette: il raffreddore dura pochi giorni e migliora spontaneamente, mentre l’allergia ai pollini tende a persistere per settimane e si intensifica all’aperto o in zone con erba e alberi in fiore.
Sintomi più comuni
L’allergia primaverile colpisce principalmente vie respiratorie e occhi. I sintomi tipici sono:
- Starnuti frequenti e prurito nasale
- Naso che cola o chiuso, soprattutto la sera
- Occhi arrossati, lacrimazione e bruciore
- Tosse secca o lieve difficoltà respiratoria
Se il disturbo coinvolge gli occhi, si parla di congiuntivite allergica; se prevalgono starnuti e naso che cola, si tratta di rinite allergica stagionale. Nei casi più forti possono comparire anche asma allergico o senso di stanchezza persistente.
Diagnosi e prevenzione
Il modo più semplice per capire se si tratta di allergia è un test allergologico (come il prick test o il dosaggio delle IgE specifiche). Identificare l’allergene permette di impostare un trattamento mirato.
Per ridurre l’esposizione ai pollini:
- Consulta i bollettini pollinici regionali (es. ARPA).
- Arieggia casa la mattina presto o dopo la pioggia.
- Lava spesso viso, mani e capelli dopo l’esterno.
- Evita di stendere i panni all’aperto nei giorni ventosi.
- Usa lavaggi nasali con soluzione salina per rimuovere gli allergeni.
Rimedi e trattamenti
La terapia dipende dai sintomi predominanti. In farmacia sono disponibili diversi approcci:
- Antistaminici orali (come cetirizina, loratadina, desloratadina) per ridurre la risposta allergica generale.
- Spray nasali antiallergici o decongestionanti, utili se prevale la congestione nasale.
- Colliri antistaminici o decongestionanti nei casi di congiuntivite allergica.
- Integratori con quercetina, perilla, ribes nigrum o vitamina C, che possono sostenere la naturale risposta antiossidante dell’organismo.
Nei soggetti con sintomi ricorrenti o intensi, il trattamento desensibilizzante (immunoterapia allergenica) rappresenta una soluzione preventiva a lungo termine, da valutare con lo specialista.
Quando rivolgersi al medico
È importante consultare il medico se:
- I sintomi durano più di 2‑3 settimane.
- C’è difficoltà respiratoria o tosse notturna persistente.
- Servono farmaci quotidiani senza miglioramento.
Una valutazione professionale consente di identificare l’allergene e trovare la terapia più efficace e sicura.
Disclaimer
Le informazioni presenti in questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. In caso di sintomi persistenti o dubbi diagnostici, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o allergologo.


