Dove si trova la prostata? Posizione nel corpo

dove si trova la prostata

Individuazione della prostata nel proprio organismo

Se ti stai chiedendo dove si trova la prostata, per un approfondimento o anche per capire un’eventuale fastidio da dove proviene, sei nel posto giusto. A volte crediamo di conoscere bene il nostro corpo, ma è veramente così? Ci sono tantissimi dettagli del nostro organismo che meritano l’attenzione che spesso non diamo. 

Capiremo, in questo testo, tutte le differenze tra prostata maschile e femminile, dove si trova, la sua funzione, così da darti un quadro chiaro. Attenzione però, per qualsiasi problema relativo ad essa il consiglio è di rivolgerti ad uno specialista, fare il ‘medico di te stesso’ potrebbe solo peggiorare il tuo eventuale malore. 

Dove si trova la prostata?

Sai da dove deriva il termine ‘prostata’? Viene dal latino prostátēsletteralmente‘che sta davanti’Già da qui puoi farti una vaga idea. Essa infatti, si trova nel ‘lato A’ del nostro corpo; sia per le donne che per gli uomini. Andiamo a capire dove si posizionano nei due diversi generi.

Nel genere femminile esse sono situate in prossimità del meato dell’uretra. La prostata femminile prende più comunemente il nome di Ghiandole di Skene, termine che deriva da Alexander Skene, ginecologo scozzese che la definì in una importante pubblicazione del 1880 il ruolo delle suddette ghiandiole. Queste sono di forma rotondeggiante e situate nella zona superiore rispetto al vestibolo vaginale. Sono circondate da tessuto epiteliale, che costituisce a sua volta parte delle piccole labbra, vestibolo vulvare e clitoride.

In media una donna adulta presenta dalle 3 alle 7 ghiandole con rispettivi dotti per lato. Alcune possono arrivare addirittura a 28 totali (14 per lato) oppure non averne proprio.

Ma invece dove si trova la prostata nell’uomo? Prende posto proprio tra vescica e pene, inglobando parte dell’uretra e del dotto deferente (tratto che percorre il liquido spermatico durante l’eiaculazione). La struttura anatomica della prostata maschile è suddivisa in 3 parti:

  • Una zona di transizione costituita da due lobi simmetrici;
  • Una zona centrale che va a circondare i dotti eiaculatori;
  • Una zona periferica, che rappresenta il 70% del totale della ghiandola prostatica
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Una curiosità è rappresentata dal fatto che le Ghiandole di Skene (chiamate anche ghiandole periuretrali esocrine, ghiandole vestibolari minori o ghiandole parauretrali) sono considerate le omologhe ancestrali della prostata maschile.

Differenze della prostata tra uomo e donna

Come abbiamo accennato, la prostata sia maschile che femminile è presente sul lato frontale del nostro corpo. Capiamo però le differenze. 

Il tessuto della prostata nell’uomo è composto da un numero variabile di ghiandole tuboalveolari ramificate che possono arrivare da 30 a 50. La prostata femminile, invece, come spiegato in precedenza può non averne proprio od arrivare ad un massimo totale di 28 ghiandole, anche se sono quasi sempre in gran parte atrofizzate. Sono formate da tessuto epiteliale, ovvero un tipo di tessuto animale formato da cellule che costituiscono le funzioni di assorbimento, secrezione, rivestimento e trasporto.

Generalmente la prostata maschile ha una misura di 3 cm di lunghezza, 4 centimetri di larghezza con uno spessore di circa 2,5 cm. Potremmo considerare la sua forma come quella di una castagna, con la parte più stretta che si orienta verso il basso. Le ghiandole di Skene sono invece posizionate nella parte superiore rispetto all’orifizio del canale vaginale e sono disposte in maniera simmetrica. Sono molto piccole e non palpabili tramite l’accesso dall’orifizio di cui sopra.

Diversi i generi, diverse le patologie in cui si può incorrere causa infiammazioni o malattie. Nel caso peggiore possiamo parlare di cancro. Ma attenzione, questo non vale per entrambi in generi. Infatti, per quanto riguarda le donne, non è essendo le Ghiandole di Skene una ‘vera e propria prostata’, queste affermazioni non sono del tutto veritiere. C’è una probabilità veramente bassa (circa lo 0,003%) che la prostata femminile possa essere colpita da cellule tumorali. Tuttavia l’infiammazione della prostata femminile può portare a sindrome dell’ovaio policisticocisti – che possono presentarsi comunque su tutto il corpo – infezione dell’uretra e adenofibroma che può causare sintomi come dolori durante il rapporto sessuale.

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Nell’uomo invece, possiamo asserire che nel peggiore dei casi si può incorrere nel tumore alla prostata. Ci sono stati molti casi che hanno confermato quanto il genere maschile possa tranquillamente essere colpito dal cancro nella zona prostatica. In generale, però, le malattie prostatiche sono abbastanza comuni: infiammazioni che portano disturbi nella minzioneprostatite e ipertrofia prostatica benigna che porta ad un ingrossamento della prostata.

Per la donna lo specialista al quale rivolgersi si chiama Ginecologo, che si occupa di fisiologia e patologie inerenti all’apparato femminile. Nell’uomo invece, non si deve far confusioni con le professioni di Andrologo e Urologo. Entrambi gli specialisti trattano disturbi dell’apparato genitale maschile, ma in modo diverso. L’andrologo è colui che parallelamente alla branca della ginecologia, si occupa delle disfunzioni dell’apparato genitale nell’uomo. L’urologo tratta anche le malattie legate alla prostata e al corso vescicale, uno specialista che merita sempre il consulto. 

Cos’è la prostata? A cosa serve?

Dopo aver compreso dove si trova la prostata sia maschile che femminile, le dimensioni, le diverse patologie che possono colpire l’organo e gli specialisti ai quali rivolgersi, è bene fare chiarezza su cos’è e quali sono le sue funzioni.

Come abbiamo visto la prostata maschile è una ghiandola del sistema urinario e riproduttivo dell’uomo, questo comporta diverse importanti funzioni per l’organismo maschile. A scopo riproduttivo, il compito della prostata nel maschio è quella di produrre liquido seminale, necessario per la riproduzione. Esso è uno dei costituenti dello sperma che contribuisce a nutrire e trasportare gli spermatozoi. Producendo un liquido ricco di proteine e sali minerali, infatti, si coinvolge nella protezione e nutrimento degli spermatozoi.

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Sul fronte urinario svolge un ruolo di controllo del flusso dell’urina. Le fibre muscolari della prostata nell’uomo sono sotto il controllo del sistema nervoso. Questo può gestire il flusso del getto urinario e l’arresto dello stesso. 

Per quanto riguarda le Ghiandole di Skene abbiamo parlato ampiamente della loro costituzione e di cosa sono. Ma andiamo adesso a capire le funzioni annesse. La loro funzione è prettamente collegata all’attività sessuale. Durante la fase di eccitazione esse producono un liquido chiaro e viscoso che, riversandosi nel vestibolo vaginale, funge da lubrificante. Questo comporta un ruolo fondamentale per la riproduzione tramite la copulazione.

La formazione di questo liquido, coadiuvato dalla stessa secrezione da parte delle Ghiandole di Bartolini, inumidisce la vagina contribuendo a rendere più confortevole il rapporto. In alcune donne le Ghiandole di Skene sono la causa del fenomeno di ‘squirting’, l’eiaculazione femminile. Processo non totalmente naturale poiché consiste nella stimolazione dell’uretra favorendo la fuoriuscita di liquido involontario e altresì copioso nel momento stesso dell’orgasmo o poco prima.

Non hanno alcuna funzione, contrariamente alla prostata maschile, relegata alla vescica o al flusso urinario. Questo è ruolo assunto dall’uretra, che è una breve struttura tubolare la quale espleta l’ultimo passaggio della minzione, ovvero l’espulsione dell’urina.